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DODICI. Evoluzione d’Impresa.

Dodici sono le ore nel quadrante del tempo.
Dodici sono i mesi che formano
i cicli delle stagioni naturali,
storiche e finanziarie.
Dodici sono i codici
della Logogenesi:
dodici principi sui quali si basa
e si allinea il segno unico
che concentra e identifica visione
e valori d’Impresa.
Impresa di lavoro, Impresa di vita.
Dodici è composto da 1 e 2.
Uno è l’individuo in relazione all’universo,
la misteriosa e affascinante responsabilità del singolo di fronte al tutto,
la connessione imprescindibile tra micro e macrocosmo,
la persona che contempla
la volta celeste,
l’accoglie
nel tempio del proprio cuore.
Il passaggio da uno a due
è il primo raddoppio
nel quadro della scacchiera
di 64 caselle,
raddoppio che conduce
(1 2 4 8 ecc)
ad una ricchezza infinita.
Nella composizione del Simbolo,
uno e due  sono disegnati
in rotazione ciclica.
Uno e due sono compresi
entro un quadrato,
segno razionale che esprime fiducia, basi solide, affidabilità.
Allo stesso tempo,
i numeri uno e due
infrangono lo schema
a destra e in alto,
direzioni del futuro
e delle mete eccelse.
Uno e due formano una croce, unione simbolica
tra materia e spirito.
Uno e due si compenetrano
come due persone che,
insieme,
crescono in evoluzione dinamica
grazie alle affinità elettive.
Per questo motivo il numero uno
è la base del due.
L’estremità superiore di ogni due
è una sfera che segna
una precisa rotazione ciclica.
Tale rotazione si sviluppa
a 360 gradi e si cristallizza
nelle direzioni cardinali della bussola.
“Evoluzione d’Impresa”
oltre ad essere il motto istituzionale
è la naturale conseguenza
di ciò che il Simbolo unico esprime:
ICONU che magnetizza le persone
che scelgono di procedere
in questa direzione di crescita.

Sergio Bianco


Grazie Sergio.

Ho chiesto un logo, hai creato un capolavoro.
Un guerriero della luce
non dimentica mai la gratitudine.
Durante la lotta
é stato aiutato dagli angeli.
Le forze celestiali hanno messo
ogni cosa al proprio posto,
permettendo a lui
di dare il meglio di sé.
I compagni commentano:
“Com’é fortunato!”
E stavolta il guerriero
ottiene assai più di quanto
le sue capacità consentano.
Perciò, quando il sole tramonta,
si inginocchia e ringrazia
il Manto Protettore
che lo circonda.
La sua gratitudine, però,
non é limitata
al mondo spirituale:
egli non dimentica mai gli amici,
perché il loro sangue
si é mescolato
con il suo campo di battaglia.
Un guerriero non ha bisogno
che qualcuno gli rammenti
l’aiuto degli altri:
se ne ricorda da solo,
e divide con loro la ricompensa.

Dal “Manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho

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